Valutazione dei rifiuti

Perché puntare sulla valorizzazione dei rifiuti?

La valorizzazione dei rifiuti è diventata negli ultimi anni un’attività prioritaria e necessaria per le aziende che producono e gestiscono rifiuti industriali. In primo luogo, perché è in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, contribuendo alla promozione dell’economia circolare e alla riduzione dei gas serra. E, in secondo luogo, perché questa valorizzazione consente una gestione dei rifiuti più sostenibile e redditizia, poiché evita l’invio di grandi quantità di rifiuti in discarica, riducendo il costo economico dello smaltimento o della loro incenerimento.

In generale, possiamo classificare la valorizzazione dei rifiuti in due categorie, a seconda dell’obiettivo che si intende perseguire:

1. Valorizzazione per l’ottenimento di nuove materie prime.

2. Valorizzazione per la generazione di energia.

In cosa consiste la digestione anaerobica?

In SACOME, in qualità di specialisti nella progettazione e fabbricazione di scambiatori di calore tubolari e recipienti a pressione, negli ultimi 10 anni abbiamo sviluppato numerose collaborazioni con ingegnerie e aziende che generano e/o gestiscono diversi tipi di rifiuti industriali. Grazie a queste collaborazioni, abbiamo una vasta esperienza nella fornitura di attrezzature per la valorizzazione dei rifiuti organici generati negli impianti di depurazione delle acque reflue (EDAR), attraverso la produzione di un biocarburante chiamato biogas a partire da questi rifiuti.

In particolare, SACOME si occupa della progettazione e della fabbricazione degli scambiatori di calore tubolari, dei recipienti separatori e dei serbatoi filtranti necessari per il condizionamento del biogas prima del suo utilizzo.

Descrizione del processo dell’impianto di trattamento delle acque reflue

Un impianto di trattamento delle acque reflue produce una grande quantità di rifiuti organici. Al fine di ridurne il volume e limitare l’inquinamento, questi rifiuti o fanghi vengono inviati a un dispositivo noto come digestore anaerobico. In questa apparecchiatura si verifica la degradazione biochimica dei fanghi, grazie all’azione batteriologica in un ambiente a temperatura controllata e in assenza di ossigeno. Questa digestione trasforma i fanghi in biogas, che risulta essere un gas con un elevato potere calorifico grazie alla sua composizione ricca di metano.

Sebbene la composizione di un biogas dipenda dalla natura del rifiuto organico con cui viene generato, le seguenti percentuali sono caratteristiche di un biogas ottenuto in un impianto di depurazione:

Tali percentuali saranno diverse, ad esempio, in un biogas ottenuto da rifiuti provenienti da una discarica o da una palude, o in un biogas generato da rifiuti industriali di diversa natura (rifiuti lattiero-caseari, rifiuti sanitari, ecc.). In ogni caso, è sempre consigliabile effettuare un processo di condizionamento del biogas, come passaggio preliminare al suo utilizzo come combustibile in motori appositamente preparati, che a loro volta possono azionare un alternatore e generare energia elettrica, che può essere immessa nella rete elettrica o destinata all’autoconsumo.

  • METANO 59% 59% 59%
  • DIOSSIDO DI CARBONIO 34% 34% 34%
  • OSSIGENO 1% 1% 1%
  • AZOTO 1% 1% 1%
  • ACQUA VAPORIZZATA 5% 5% 5%

Qual è l’importanza del processo di condizionamento del biogas?

In primo luogo, il biogas ha un contenuto importante di vapore acqueo, che dipende dal grado di umidità (normalmente del 100%, in condizioni di saturazione) e dalla pressione e dalla temperatura di esercizio. La presenza di questo vapore acqueo è particolarmente dannosa per i motori che consumano questo biogas, ma può anche danneggiare il resto degli strumenti e delle apparecchiature del sistema di valorizzazione dei depuratori: soffianti, compressori, ecc. Allo stesso modo, la presenza di vapore acqueo può danneggiare altri consumatori di biogas, come una turbina a gas o un generatore di vapore.

In secondo luogo, il biogas contiene anche una serie di composti inquinanti o corrosivi che devono essere eliminati perché possono essere molto dannosi per l’impianto di valorizzazione dei rifiuti:

· Silossani. Provengono dai siliconi presenti in prodotti domestici come oli, detergenti, shampoo, deodoranti, dentifrici, cosmetici, ecc. Durante la combustione del biogas, i silossani possono produrre silicati, silice e altri composti cristallini le cui incrostazioni causano usura per abrasione nelle parti interne dei motori.

· Acido solfidrico. La presenza di zolfo nella materia organica e di solfati e/o solfiti nell’acqua può produrre acido solfidrico durante la digestione anaerobica del biogas. Questo gas è corrosivo per tutti i macchinari del sistema e può talvolta agire come inibitore o addirittura interrompere la produzione di biogas.

· Ammoniaca. L’azoto contenuto nel biogas può presentarsi sotto forma di ammoniaca, che a sua volta può inibire o interrompere la produzione di biogas e formare ossidi di azoto (NOx) durante la combustione.

·Altri composti che possono causare problemi di corrosione:

> Idrocarburi alogenati: principalmente cloro e fluoro.

> Composti organici volatili: benzene, toluene, etilbenzene e xilene, tra gli altri.

> Schiume.

> Particelle in sospensione.

> Ecc.

Pertanto, il condizionamento del biogas come processo preliminare al suo utilizzo consente di evitare problemi di corrosione e abrasione nelle attrezzature e nelle macchine di consumo, migliorandone così il funzionamento e prolungandone la vita utile. Inoltre, con questo condizionamento del biogas si ottengono emissioni di gas di scarico ridotte, in conformità con le severe normative applicabili in materia.

Come si condiziona il biogas?

Il condizionamento del biogas consiste quindi nell’eliminazione parziale o totale dei componenti indesiderati (vapore acqueo e composti inquinanti o corrosivi), garantendo anche condizioni adeguate di umidità, temperatura e pressione.

A tal fine, è innanzitutto necessario deumidificare il biogas raffreddandolo fino a una temperatura tale da consentire l’eliminazione della maggior quantità di vapore acqueo presente sotto forma di condensa. In SACOME disponiamo di diverse tipologie di scambiatori di calore tubolari e separatori, a seconda delle caratteristiche del processo e della natura del biogas, per raggiungere un grado di deumidificazione ottimale.

Successivamente, si procede all’eliminazione dei composti inquinanti o corrosivi (principalmente quelli già menzionati in precedenza: silossani, acido solfidrico e ammoniaca), mediante adsorbimento in carbone attivo o gel di silice, utilizzando filtri di grafite e resine, e talvolta in combinazione con il lavaggio mediante determinati reagenti (metanolo, acido solforico, miscele di idrocarburi, ecc.). In SACOME progettiamo e fabbrichiamo questi serbatoi filtranti per garantire una perfetta pulizia e condizionamento del biogas.

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